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[FAQ][LUNGO] FAQ IAMST ver 0.8.1
(troppo vecchio per rispondere)
Gerolamo
2015-01-28 11:55:46 UTC
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===================================================
MANIFESTO E F.A.Q. UFFICIALI DI
IT.ARTI.MUSICA.STRUMENTI.TASTIERE
revisione 0.8.1 - 5/8/2002
a cura di diversi partecipanti di
it.arti.musica.strumenti.tastiere
l'ultimo aggiornamento e' sempre disponibile all'indirizzo:
http://www.geocities.com/tastiere/

====================================================

Manifesto del NG:
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Il gruppo dovrà trattare di tutto ciò che riguarda le tastiere
elettroniche
e i sintetizzatori musicali di varie marche e modelli. Sarà possibile
discutere sui nuovi modelli usciti, sulle svariate e nascoste funzioni
delle tastiere, su expanders e anche sugli utilissimi programmi per
comporre musica utilizzando il collegamento via MIDI tra tastiere
elettroniche e computers.

Il gruppo NON si intende moderato.
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IAMST è un Newsgroup non moderato. Si confida nel buon senso delle
persone e nella loro buona educazione, affinchè la discussione si
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Sono considerati Off-Topics (OT) e perciò non graditi:
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di vario genere.
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MANIFESTO E F.A.Q. UFFICIALI DI
IT.ARTI.MUSICA.STRUMENTI.TASTIERE
revisione 0.8.1 - 5/8/2002
a cura di diversi partecipanti di
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Tutti i marchi sono dei rispettivi proprietari.
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FAQ

1) Cosa sono le FAQ?
2) Quale tastiera e' piu' adatta alle mie esigenze?
2a) Arranger
2b) Sintetizzatore
2c) Workstation
2d) Piano digitale
2e) In tutti i casi
3) Come verifico le condizioni di una tastiera usata?
3a) Tastiere digitali
3b) Tastiere analogiche
4) Vorrei comprarmi una masterkeyboard...
5) Quale tastiera portatile?
6) Cos'è un Soft Synth?
7) Cos'è il MIDI?
7a) Che vantaggi puo` ricevere un tastierista dall'uso del MIDI?
7b) Che sono i canali MIDI?
7c) Come si usano le porte MIDI IN, OUT e THRU?
7d) Devo usare la porta MIDI OUT o quella THRU?
7e) La mia tastiera non e` dotata di porta MIDI THRU. Che fare?
7f) Cos'e` il MIDI IMPLEMENTATION CHART?
7g) Cos'e` l'Active Sensing?
7h) Dove posso trovare ulteriori informazioni sul MIDI?
8) Quali sono i principali tipi di sintesi?
8a) Gli analogici
8b) Le tecniche di sintesi
9) Ma il synth emula gli strumenti reali?
10) Come collego la tastiera al PC?
11) Cerco libri/metodi sulla creazione di suoni
12) Cerco libri/metodi per iniziare a suonare la tastiera
12a) Metodi per tastieristi
12b) Metodi per il musicista
13) Cerco libri/metodi sulla programmazione MIDI
14) Quali riviste parlano di tastiere?
15) Dove posso trovare suoni/patch/programmi per la mia tastiera?
16) Vorrei ascoltare le "leggende della tastiera"; da chi inizio?
16a) Rock/Progressive
16b) Elettronica
16c) Classico rifatto col Synth
16d) Jazz
16e) Altro / Non catalogato
Appendice A) Glossario dei termini tecnici più usati
Appendice B) LINKS
Appendice C) Norme base sull'uso dei NewsGroup
C1) La metafora del BAR
C2) HTML e Testo
C3) Quoting
Appendice D) Quegli strani simboli

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1) Cosa sono le FAQ?

FAQ, o meglio, F.A.Q. sta per Frequently Asked Question,
ovvero le domande più frequentemente poste su questo NG.
Le FAQ sono state fatte per rispondere alle esigenze più comuni
dei frequentatori di questo NG dove sono postate ogni 15 giorni.
Scopo di questa FAQ è anche di dare una "base comune" da cui far
partire ogni discussione sul NewsGroup.
Se volete aggiungere qualcosa, contestare qualche risposta, o
semplicemente dire la vostra al riguardo, non dovete fare altro che
rispondere a questo post e sarete sicuramente presi in considerazione.
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2) Quale tastiera e' piu' adatta alle mie esigenze?

2a) Arranger

Se ti serve un prodotto che offra, mentre suoni, un accompagnamento,
allora questo potrebbe essere il prodotto giusto per te.
A seconda del modello (e del prezzo), un arranger può offrire varie
aggiunte, oltre all'orchestra che ti accompagna.
Innanzitutto un composer (o recorder) per creare degli accompagnamenti
personalizzati (generalmente chiamati "Styles") .
Puoi trovare anche un sequencer per crearti delle composizioni complete
(e qui si definiscono "Workstation Arranger"), un piccolo editor per
modificare qualche parametro dei suoni e un'amplificazione interna
che ti consente un minimo di indipendenza.
Nei modelli più recenti, puoi trovare anche degli ingressi per microfono
e degli effetti dedicati alla voce, eventuali Hard Disk per
immagazzinare
un maggior numero di dati da portarti dietro e la compatibilità con lo
Standard General Midi (per caricare Basi Midifile compatibili) ed il
formato Karaoke (che ti consente di visualizzare il testo delle basi sul
display della tastiera).
In modelli di fascia alta, si può trovare anche un modulo di
campionamento che consente di aumentare le capacità timbriche della
tastiera, inserendo dei suoni personalizzati o scaricati da librerie
esistenti;
oppure di creare degli styles con campionamenti per es. vocali.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un
arranger sono quindi:
- Possiblita' di personalizzazione degli styles
- Eventuale presenza di un sequencer
- Possiblita' di editing dei suoni
- Presenza di ingressi audio
- Presenza di hard disk interni o di Zip
- Eventuali capacita' di campionamento

2b) Sintetizzatore

Il sintetizzatore è una macchina che può creare suoni (o rumori)
tramite una circuitazione elettrica, elettronica o digitale.
La sintesi è la possibilità di creare dei suoni partendo da una forma
d'onda sommando, sottraendo... fino ad ottenere un timbro completo.
Dopo un certo periodo di eclisse (colpa anche dei gusti del pubblico),
da qualche anno vivono di nuova linfa grazie anche a nuovi tipi di
sintesi
come, ad esempio, quella a modelli fisici.
Valutando un synth bisogna anche mettere in conto il discorso polifonia,
ovvero quante note si riescono ad eseguire contemporaneamente.
A seconda di quanto la sintesi "consuma" a livello di calcolo nella
macchina, la polifonia può essere limitata a poche note.
Oppure ampliata con schede aggiuntive.
Sulla scelta al momento dell'acquisto, conta molto il tuo gusto
personale, ascoltando lo strumento.
Puoi trovare synth che emulano strumenti vintage (modelli fisici
appunto), oppure modelli che combinano campionamenti alla sintesi,
modelli in sintesi additiva / sottrattiva, modelli in sintesi FM,
in sintesi vettoriale, ecc..ecc....
Normalmente un synth offre diversi controlli in tempo reale per
editare e modificare i suoni anche durante un'esecuzione.
I timbri editati (o creati ex novo) possono a volte essere salvati
su Floppy Disk oppure su Card.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un
sintetizzatore sono quindi:
- Tipi di sintesi messi a disposizione
- Polifonia
- Quantita' e tipo dei controlli "in tempo reale"

2c) Workstation

Come dice la parola stessa, sono praticamente delle piccole stazioni di
lavoro che consentono di creare un brano completo sfruttando
esclusivamente i suoni provenienti della tastiera.
Di solito offrono un supporto su Floppy disk (per registrare le proprie
composizioni) e, in qualche tastiera di fascia alta, supporti un po' più
capienti come ad es. gli Zip.
Supportano, la maggior parte delle volte, lo Standard GM , per una
piena compatibilità con le basi Midifile in commercio.
Ci sono modelli che, oltre a una piccola sezione di sintesi o ai banchi
suoni già preparati dalla Casa, offrono una sezione di campionamento
per aggiungere alle tue composizioni eventuali Loop o parti registrate.
Certi modelli possono prevedere espansioni di memoria per aumentare
(tramite Card o campionamenti), le capacità timbriche dello strumento.
In altri casi, si possono trovare degli slot per inserire schede ed
ampliare
le capacità di sintesi dello strumento.

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di una
workstation sono quindi:
- Compatibilita' General Midi
- Capacita' del sequencer
- Possiblita' di editing dei suoni
- Possiblita' di espansione
- Eventuali caratteristiche di master keyboard

2d) Piano digitale

Molto utile quando si desidera suonare in casa senza disturbare il
vicinato!
Scherzi a parte, molti cercano ultimamente un buon suono di piano senza
tanti "fronzoli" (o accessori inutili)
Oggi si può avere un piano digitale con un'ottima riproduzione di
pianoforte.
L'unico limite è il gusto personale....(In pratica, conviene ascoltarli
per
capire quale suono ci aggrada di più e, possibilmente, testare il più a
lungo possibile la tastiera per capire se fa al caso nostro come tocco.)
Si possono trovare con amplificazione interna (adatti appunto, ad un uso
casalingo), oppure denominati "Stage Piano". (In pratica, una variante
senza amplificazione e mobile, adatta per il trasporto ed un uso dal
vivo.)

I parametri fondamentali da valutare prima dell'acquisto di un
piano digitale sono quindi:
- Il suono
- La tastiera
- Eventuale peso ingombro nel caso di stage piano

2e) In tutti i casi

Ci sono altri modelli di tastiere....(ad es. le Master Keyboard, oppure
quelle a tracolla....)
Per questi modelli ti invito a leggere le successive FAQ, dove, forse,
troverai notizie interessanti.

Inoltre ricorda:
vale sempre il discorso di provare approfonditamente uno strumento
prima di acquistarlo!

Musicland e Gerolamo
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3) Come verifico le condizioni di una tastiera usata?

Quando si acquista una tastiera usata e sempre bene assicurarsi
dell'integrità di ciò che si sta comprando.
Per questo proponiamo una serie di cose da fare prima dell'acquisto:

3a) Tastiere digitali

- Accendi la tastiera
- Verifica gli output a vari volumi. Verifica che, a massimo volume
e suonando un accordo pieno, non ci siano distorsioni evidenti o
crepitii. Assicurati che non si sentano fruscii forti, soprattutto,
se presenti, che siano stabili e non intermittenti o con uno
spettro variabile.
- Utilizzando un preset (in questo caso sensibile alla dinamica)
verifica il funzionamento *di ogni singolo tasto*;
Fai la stessa cosa per pitch wheel e modulation wheel.
- Se è presente qualcosa di alfanumerico (display o simili), verifica
se, premendo lievemente sul medesimo (se protetto) o nelle
immediate vicinanze, questo si spegne o sfarfalla.
- Verifica il corretto funzionamento di tutti gli switch e di tutti i
potenziometri che vedi.
- Fai una carrellata dei preset disponibili e, se esiste la
possibilità, edita una patch.
Prova a salvarla e verifica la memoria.
- Fai un rapido test midi. Portati dietro se puoi almeno un piccolo
expander per verificare il midi in uscita.
- Spegni e riaccendi la macchina diverse volte, con qualche secondo
di intervallo. Assicurati che non si verificano power on balzani
(blocchi, sfarfallii, etc...)
- A questo punto la tastiera sarà stata accesa una mezz'ora buona,
che per un apparecchio digitale può anche essere abbastanza.
- Verifica la solidità dell'assemblaggio: soprattutto se la struttura
è del tipo metallico con viti, una tastiera maltrattata si può
allentare; di conseguenza le schede all'interno si possono flettere.
Comunque se hai fatto le verifiche di prima non dovrebbe essere
successo niente. Al limite userai un cacciavite.
- Non è mai possibile ma... dacci un'occhiata dentro.
Altrimenti guarda le giunture all'esterno per vedere se ci sono
punti di ruggine, esattamente come faresti con un'auto.
Se ne trovi, esigi di dare un'occhiata dentro.

Queste sono cose scontate, altre dipendono dal particolare tipo
di tastiera, come verificare il funzionamento di eventuali altri
controller, floppy, hard disk, connessioni con l'esterno, ecc...

3b) Tastiere analogiche

E' importante notare che, nei vecchi synth analogici, il fatto che
questi si accendano e suonino non è affatto garanzia che siano
integri in ogni loro parte.
Infatti, poiché il segnale viene modificato successivamente da diversi
circuiti in catena (semplificando), anche se uno o più di questi
componenti non funzionano, solo in alcuni casi il synth non produrrà
alcun suono.
Questo è particolarmente rilevante nel caso dei synth polifonici, che
in effetti contengono fisicamente più moduli monofonici, per questo
motivo se in un synth a 8 voci non dovesse funzionare, ad esempio, la
sesta voce (del tutto o in parte), a seconda della modalità di
assegnazione delle voci potrebbe essere impossibile accorgersi del
difetto suonando semplicemente accordi di quattro o cinque note.
Il principio da seguire è semplice: considerare comunque lo strumento
come composto da più MODULI, quindi procedere alla verifica dei
medesimi uno per uno (Con degli artifizi).

Innanzi tutto è importante reperire tutte le informazioni disponibili
sul synth che si deve visionare.
E' indispensabile avere una conoscenza minima di caratteristiche
tecniche quali: numero degli oscillatori per voce, numero delle voci,
numero e tipo dei filtri, numero e caratteristiche degli inviluppi e
degli LFO.
E' molto utile avere familiarità con il layout (la disposizione dei
comandi) del synth; vedere qualche immagine fa risparmiare un sacco
di tempo utile.

Ecco quindi alcuni test base per verificare il corretto
funzionamento di tutti i moduli:

Verifica degli oscillatori.
Predisporre quello che si può considerare il suono base:
- filtro cutoff completamente aperto
- resonance a zero
- filtro e VCA completamente controllati da un ADSR così disposto
A=0 D=0 S=MAX R=0
- nessun altro modulatore attivo.
In questo modo si dovrebbero sentire le forme d'onda degli oscillatori
così come sono.
Se gli oscillatori sono due o più selezionarne uno per volta e passare
in rassegna le diverse forme d'onda disponibili per ogni VCO.
E' normale che le forme d'onda triangolari e sinusoidali vengano
avvertite come a un volume più basso rispetto a square pulse o saw.

Tenendo un tasto premuto, il suono deve essere continuo e costante,
senza alterazioni armoniche o di intonazione o di volume rilevanti
(tuttavia un poco ci devono solleticare l'orecchio, altrimenti perché
staremmo qui a parlare di analogico??).
Se non è così, verificate di aver effettivamente programmato la patch
come sopra detto, con nessun modificatore attivo.

Verificare quindi l'intonazione su tutta la tastiera: il do più basso
e quello più alto devono essere entrambi intonati.
Verificare l'intonazione ad orecchio di una scala cromatica.

Questi test sono finalizzati soprattutto a verificare che l'oscillatore
risponda correttamente al cv che riceve dalla tastiera, eventuali
anomalie potrebbero comunque derivare dalla tastiera stessa.

Agire quindi sulle manopole (o sliders o switch) che regolano il pitch
(accordatura), coarse e fine.
L'oscillatore deve suonare bene ed essere intonato (praticamente il
test di prima) sia sulle frequenze più basse che su quelle più alte.

Verifica dei filtro (passa-basso):
Partendo dalla patch di base, tenere una nota premuta e agire sul
controllo del cutoff del filtro: si deve sentire passare dal suono
arrabbiato dell'oscillatore (messo su saw o square) a un suono
progressivamente più dolce per arrivare alla pura fondamentale
(in pratica un'onda sinusoidale, simile al suono di flauto) ed infine
al silenzio.
Tenendo il cutoff in una posizione intermedia, alzare il livello di
resonance. Il suono apparirà progressivamente più brillante fino a
sentire (se il filtro è auto oscillante) il sovrapporsi di un suono
simile a un fischio sull'impostazione massima. In alcuni filtri le
impostazioni massime di resonance producono un effetto simile ad
una distorsione.
Ovviamente questi sono gli effetti che ci si aspetta da un filtro
lowpass (passa-basso), ma potremmo incontrare filtri bandpass,
hipass o multimode (un filtro con tutte queste modalità).

Enrico Campus (kripto)
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4) Vorrei comprarmi una masterkeyboard

La Master Keyboard è una tastiera votata esclusivamente alla
trasmissione e alla gestione dei dati MIDI, senza alcun generatore
sonoro incorporato (in verità alcune possiedono delle schede di
espansione installabili). Consentono di controllare un certo numero di
expander, suonandoli dalla master keyboard stessa.
E' possibile così dilazionare nel tempo la spesa per il proprio setup
e aggiornare i moduli sonori mantenendo la stessa tastiera di
controllo.
Ci sono modelli progettati per un utilizzo col computer per
programmare MIDI file, come altri più costosi adatti all'uso dal vivo.

I parametri da considerare per la scelta della propria master sono:

- La tastiera: va delle 3-4 ottave a pesatura leggera fino agli
88 tasti pesati tipo pianoforte. Va scelta in funzione di
abitudini, peso ed ingombro. Controllare la presenza di risposta
alla dinamica (il modulo suona più piano se si pesta più piano sui
tasti), all'aftertouch, e la possibilità di impostare varie
curve di risposta alla dinamica ed all'aftertouch.
- Il numero di canali MIDI indipendenti gestibili, e quindi il numero
di porte MIDI Out INDIPENDENTI. Ad esso è legato il numero di
expander controllabili in modo indipendente.
Si va da 16 fino anche a 128 canali indipendenti.
- Il numero di zone in cui è possibile dividere la tastiera, che
vincola il numero di canali midi su cui poter trasmettere
simultaneamente. In genere si va da 2 a 8 zone.
- I controlli disponibili: le rotelle (o il "timone") per Pitch Bend
e Modulation, la presenza di ribbon controller, di cursori
programmabili, di presa per il breath controller, il numero di
pedali collegabili, ecc.
- Il numero di configurazioni memorizzabili e la possibilità di
salvarli su supporti removibili (card, PC via sistema esclusivo,
floppy).
- La possibilità di memorizzare concatenamenti (chain) di
configurazioni, richiamabili in sequenza da pedale senza impostare
il numero ogni volta. La cosa è utilissima per uso live.
- Il numero e la gestione dei MIDI IN (funzioni di patch bay, ovvero
possibilità di miscelare e reindirizzare dati midi provenienti da
altre tastiere o sequencer: nei casi più sofisticati è permessa la
gestione di tutto il proprio parco tastiere).
- L'interfaccia utente: quella delle master più sofisticate deve
essere comoda, per evitare esaurimenti nervosi. Se poi è in
dotazione o è reperibile un software per computer per la
programmazione dei set, tanto meglio.
- La possibilità di aggiornare il sistema operativo per inserire
nuove funzioni nella master.
- La possibilità di inserire schede di espansione con generatore
sonoro, utili per evitare di portarsi appresso mostruosi rack di
moduli per suonare semplicemente con gli amici o studiare.

Alessandro Zabatta
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5) Quale tastiera portatile?

- La piu' diffusa e' probabilmente la Roland AX1:
45 tasti, tastiera dinamica, e soprattutto il comodissimo
ribbon controller 32 patch memorizzabili, solo midi out
- Roland AX-7: come la ax1, ma con nuovo design, 128 patch,
midi in e 5 controllers
- Yamaha KX5: Mini master Keyboard, 3 ottave di minitasti,
32 program change, ingresso per Breath controller.
Era in listino ancora qualche anno fa, costava nuova qualcosa
come 1 milionata e mezzo! (di listino s'intende...)
- Yamaha DX100: Orientato più al Sinth che al discorso master,
offriva la generazione sonora della serie DX21/27.
Minitasti, ingresso per il Breath, 4 banchi da 16 locazioni
(quindi 64 program change). Sul mercato dell'usato adesso può
essere un'alternativa a quelli citati sopra.
- Korg Poly800: Synth polifonico a 8 note con tastiera di 4 ottave.
Non pensato per un uso "a tracolla", puo' pero' facilmente essere
adattato allo scopo. Ha anche un piccolo sequencer a step.
- Roland SH100: Tastiera a tracolla "vintage". Prevedeva l'aggancio
a tracolla e un manico per la mano sinistra. Inoltre e' capace di
linee di basso interessanti.
- Kaway KC10 (Spectra): 5 ottave, dinamica molto ben implementata,
leggerissima, con i pioli per l'attacco a tracolla. Una delle
tastiere
piu` leggere, dai suoni inutili, ma che si solleva con il mignolo.

Musicland, Gerolamo, Steeve & Sandro Binetti
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6) Cos'è un Soft Synth?

Un sintetizzatore software e` un programma che consente di utilizzare un
PC provvisto di uscita AUDIO come un "comune" sintetizzatore.
Per comprendere il principio di funzionamento di un soft synth occorre
analizzare come, da un punto di vista architetturale, funziona un
sintetizzatore hardware digitale.
L'elettronica digitale degli ultimi vent'anni si basa su di un principio
di
massima, comunemente accettato e praticato dai produttori di
apparecchiature elettroniche: la modularizzazione (object orientation).
Tale schema concettuale consiste nel generalizzare le attivita` di base
di un apparato elettronico, costruire dei microprocessori che realizzino
tali funzionalita`, scrivere la logica di comportamento su dispositivi
di
memoria programmabili (EEPROM), aggiungere periferiche di lavoro
specifiche (la tastiera, la porta MIDI, il convertitore D/A, il display
LCD, ecc...). Da questo punto di vista si puo`, senza grossa
esagerazione,
affermare che, nella sostanza, tutti gli apparati elettronici si
equivalgono sotto il profilo architetturale, dal microonde,
all'antifurto
dell'auto, alla playstation, al PC ed al sintetizzatore.
I soft synth, partendo da questo principio, sono costituiti da moduli
che, a
vari stadi, realizzano l'emulazione software dell' hardware dedicato dei
sintetizzatori, per cio` che riguarda wavetable, oscillatori, DSP,
interfaccia utente; ogni modulo e` associato ad un thread del sistema
operativo (ad esempio, ad ogni oscillatore e` associato un thread). Cio`
consente di indicare, a priori, la velocita` complessiva del sistema
(cioe`
la velocita` con la quale il PC ed il SO riescono a gestire piu` threads
contemporanei) quale unico vero limite a parametri caratteristici quali
la
polifonia, il numero max di timbri contemporanei, il numero di effetti e
la
loro qualita`.
Solitamente, almeno fino a qualche anno fa (vd. la serie VSC di Roland),
tali prodotti erano essenzialmente strumenti di prototyping, mediante i
quali sottoporre a test pre-produzione i synth e gli expander. Oggi,
costituiscono una buona alternativa amatoriale e low-cost a molti synth
in
commercio. Alcuni esistono solo in versione software (vd Gigasampler,
Reality, Waz e compagni) e si propongono come ottimi strumenti di
ricerca
e di didattica nel campo del sound engineering.
Un soft synth spesso emula (o pretende di emulare) un synth hardware,
riprendendone la tecnica di sintesi e, in certi casi, tentando di
ricostruire il comportamento del modello originale.

Sandro Binetti + LucA
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7) Cos'è il MIDI?

MIDI e` l'acronimo di Musical Instrument Digital Interface, interfaccia
digitale per l'intercambio dati e controlli fra strumenti musicali.
E' una _convenzione_ (standard di comunicazione) accolta da
_tutti_ i produttori di strumenti musicali che consente il dialogo
(trasmissione bidirezionale) di informazioni fra strumenti differenti.
Il MIDI nasce nel 1981 su proposta dei titolari della "Sequential
Circuit"
(mitica mamma della serie Prophet) e viene accolto nel 1982 dai quattro
leaders del settore (Roland, Korg, Yamaha, Kawai)... il primo synth
dotato
di porte midi fu il PROPHET 600.

Significato e Principi:
Il midi è un "linguaggio binario" che assegna a determinate locazioni un
significato _univoco_ che deve essere accettato dalle aziende
produttrici
che vogliano definire come MIDI i propri articoli.
I parametri fondamentali del linguaggio MIDI sono:
a) definizioni UNIVERSALI (identificazione del timbro, volume, panpot,
espressione, vibrato, chorus, nota, ottava, durata, pitch wheel, ...)
b) definizioni SPECIFICHE (istruzioni di modifica riconosciute da ogni
singolo strumento ma ININFLUENTI per gli altri)... detti SYS-EX, ovvero
messaggi di sistema ESCLUSIVO.

Queste due categorie consentono di avere strumenti che dialogano ma che
non perdono la propria identità e versatilità.
Un file MIDI è una sorta di "spartito elettronico" che può essere letto
"genericamente" da qualsiasi strumento aderente alla convenzione... ma
che
esprimerà TUTTI i suoi contenuti SOLAMENTE con gli strumenti per i quali
è
stato realizzato.

7a): che vantaggi puo` ricevere un tastierista dall'uso del MIDI?

Il mondo delle tastiere e` quello che, piu` di ogni altro, beneficia del
protocollo MIDI. Attraverso il MIDI e` possibile pilotare, da una
tastiera,
i suoni di un'altra tastiera o modulo, cambiarne il programma,
modificarne
gli effetti e intervenire sui parametri di sintesi.

7b) Che sono i canali MIDI?

Le connessioni MIDI consentono di costruire veri e propri network di
tastiere, moduli, effetti, che interagiscono vicendevolmente attraverso
le proprie porte MIDI IN OUT THRU. Questa rete di tastiere e` del tutto
simile alle reti di computers (tipo quelle con protocollo ARP delle reti
ethernet, o quelle basate su TCP/IP). I messaggi midi in uscita dalla
porta
OUT di uno strumento MIDI contengono l' "indirizzo di rete" (cioe` il
canale
MIDI) dei dispositivi preposti a gestirlo. Una tastiera che trasmette
sul
canale MIDI 3 all'interno di un network MIDI, potra` pilotare tutte e
solo
le tastiere (o moduli) che sono in "ascolto" su quel canale. Tutti i
moduli
o tastiere che non sono "agganciati" al canale MIDI 3 ignoreranno tali
messaggi.
In realta` il MIDI e` un protocollo di rete che lavora in
"broadcasting",
con uno (o piu`) strumenti MASTER che mandano i messaggi in broadcast
sulla
rete, uno o piu` strumenti SLAVE che gestiscono tali messaggi, ed altri
che
li ignorano.

7c) come si usano le porte MIDI IN, OUT e THRU?

La porta MIDI OUT e` quella dalla quale i messaggi midi vengono generati
da uno strumento MASTER, ed indirizzati ad uno strumento SLAVE. Uno
strumento SLAVE che deve essere pilotato da un altro ricevera` i
messaggi
MIDI sulla propria porta MIDI IN. La porta MIDI THRU e` una porta che
consente il reinstradamento nel network dei messaggi MIDI presenti sulla
porta MIDI IN. Supponiamo di voler collegare ad una master keyboard due
moduli, uno in ascolto sul can MIDI 1, l'altro sul 2. Una semplice
configurazione di rete prevedrebbe di collegare la porta MIDI OUT della
master keyboard alla porta MIDI IN di un modulo, e di collegare la porta
MIDI IN del secondo modulo alla porta MIDI THRU del primo. I messaggi in
broadcast uscenti dalla master keyboard entreranno nel MIDI IN del primo
modulo e verranno reinoltrati (re-routed) sulla porta THRU di questo, e
messi a disposizione del secondo modulo. Attenzione: sulla porta MIDI
OUT
sono presenti i soli messaggi gestiti dallo strumento; nell'esempio in
questione, sulla porta MIDI OUT del primo modulo sono presenti i soli
messaggi gestiti da questo, cioe` i soli messaggi del canale 1.
Pertanto,
collegando il secondo modulo alla porta MIDI OUT, anziche` a quella MIDI
THRU, questo non suonerebbe affatto, perche` riceverebbe solo messaggi
per
il canale MIDI 1!

7d) Devo usare la porta MIDI OUT o quella THRU?

Se il layer usa un solo canale, ad esempio il canale MIDI 1, puo` porsi
un ambiguita` sull'uso della porta OUT o di quella THRU. In effetti, la
porta OUT ripropone i messaggi GESTITI dallo strumento. Supponi che il
secondo strumento gestisca l'after touch polifonico, ed il primo solo
quello
di canale: allora il secondo strumento, se collegato alla porta MIDI OUT
del
primo, riceverebbe l'informazione di after touch di canale, anche se
dalla
master keyboard esce quella di after touch polifonico!
Pertanto, anche per i layer su di un solo canale, e` conveniente
utilizzare
la porta THRU, per essere certi di far pervenire, senza alterazioni, i
giusti messaggi MIDI a tutti gli strumenti.

7e) La mia tastiera non e` dotata di porta MIDI THRU. Che fare?

Solitamente le tastiere o moduli che non siano dotate di porta MIDI THRU
consentono, attraverso il firmware dello strumento, di reindirizzare
ogni
segnale presente sul MIDI IN sulla porta MIDI OUT, realizzando di fatto
una
porta unica OUT THRU. In caso contrario occorre posizionare in coda al
network tale strumento, o dotarsi dì una THRU BOX. Mai usare una "T"
autocostruita! Infatti il carico sulle porte diviene eccessivo e le
porte
potrebbero riconoscere dei segnali falsi.

7f) Cos'e` il MIDI IMPLEMENTATION CHART?

E` una tabella, a corredo di qualunque strumento MIDI, che esprime, in
modo visivamente chiaro e dettagliato, quali sono i messaggi MIDI che lo
strumento riconosce sulla porta MIDI IN (se utilizzato come slave) e che
trasmette sulla porta MIDI OUT (se utilizzato come master). Tale tabella
ha
un formato standard, cosi` da semplificare al massimo un raffronto fra
le
implementazioni MIDI di due strumenti che devono interagire.

7g) Cos'e` l'Active Sensing?

L'Active Sensing e` un messaggio MIDI appartenente alla "famiglia"
di messaggi real-time.
Quando e` abilitato, abbiamo la tastiera master e quella slave
costantemente in comunicazione, anche nei momenti di inattivita`.
In questo modo i due strumenti possono sempre *sapere* di essere
correttamente collegati, anche quando non c'e` attivita` sulle porte
MIDI.
Nei momenti di assoluta inattivita` la tastiera master invia la stringa
"FE" sulla porta MIDI OUT ogni 0.3 secondi (in realta` un po' meno).
La tastiera slave, trascorsi 0.3 secondi di inattivita` (in realta` un
po' di piu`) sulla sua porta MIDI IN, effettua un "all_note_off",
chiudendo le eventuali note attive in quel momento.
In pratica, quando l'active sensing e` abilitato, entro 0.3 secondi lo
strumento slave deve ricevere qualche messaggio midi sulla sua porta
MIDI IN, senno` blocca le note attive.

7h) Dove posso trovare ulteriori informazioni sul MIDI?

Esiste un newsgroup italiano sul mondo del MIDI:
it.comp.musica.midi
dal quale sono state tratte le FAQ che potrai trovare all''URL:
http://web.tiscalinet.it/enterprise_videotext/itamidi/faq/faq_web.htm

A=MidiMan & Sandro Binetti
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8) Quali sono i principali tipi di sintesi?

I synth si dividono grosso modo in due categorie: analogici e digitali.
I primi utilizzano dei circuiti che lavorano sulle tensioni, i secondi
invece solo sui numeri e calcoli che vengono poi tradotti in suono da un
convertitore D/A.

8a) Gli analogici

Gli analogici utilizzano in gran parte la sintesi sottrattiva, cioè un
filtro sempre analogico che nella maggior parte dei casi taglia le
frequenza superiori (filtro passabassi o LPF da Low Pass Filter) a un
punto detto cutoff e che può enfatizzare la frequenza di taglio con la
risonanza. Questa è la sintesi sottrattiva che, essendo un concetto e
non una tecnologia, può essere applicato anche ai synth digitali. Dire
analogico non significa dire solo sintesi sottrattiva perchè gli
analogici più evoluti e i modulari possono produrre anche suoni in
modulazione di frequenza, modulazione d'ampiezza e sincronizzare il
ciclo della forma d'onda di un oscillatore con quello di un altro. Nei
modulari poi hai la possibilità di fare quasi tutto quello che vuoi. Di
nuovo queste non sono tecnologie ma concetti e infatti modulazione di
frequenza, sync e (in parte) modulazione d'ampiezza possono essere fatti
anche (e soprattutto) su synth digitali.
Tipico dei synth analogici sono i controlli in tempo reale dei parametri
attraverso manopole, interruttori e switch. Sui primi modelli i
controlli erano anch'essi analogici, dal Prophet 5 in poi è stato messo
un microprocessore che si incaricava di convertire il valore del
controllo in dati da memorizzare per creare memorie di patch.
Quindi il fatto che ci siano manopole e cursori non indica a priori se
si tratti di un synth analogico o digitale. Per informazione oggi tutti
i controlli in tempo reale, compresi quelli dei synth analogici più
moderni, sono sotto gestione di un microprocessore che permette di
salvarne la posizione per memorizzare la patch.

8b) Le tecniche di sintesi

Ricordando che alcune tecniche di sintesi possono essere utilizzate sia
da synth analogici e che digitali, queste di seguito sono le più
frequenti

- Wavetable: vengono memorizzati dei campioni in ROM che vengono poi
"letti" dal sintetizzatore riproducendo il campione. E' tipico di tutte
le workstation e di moltissimi synth digitali. Non è ovviamente una
tecnica adattabile all'analogico dove la forma d'onda è prodotta da un
oscillatore controllato in tensione. Quando si può modificare il punto
di partenza della wavetable e scansire le forme d'onda memorizzate
attraverso una sorgenti di modulazione, si ha il caso della serie
Microwave di Waldorf ripreso dal PPG Wave. Tale tecnica è stata
impiegata anche su Korg Wavestation, Ensoniq Fizmo, Ensoniq serie
VFX/SD/TS

- Sintesi sottrattiva: come detto c'è un filtro per tagliare frequenze.
Quando le frequenze sono in gamma alta si parla di un filtro passabasso
(LPF), quando sono nella gamma inferiore il filtro è un passa alti
(HPF), quando sono combinati LPF e HPF si arriva al Band Pass Filter che
ha due cutoff, uno per le frequenze superiori e uno per quelle
inferiori. La versione classica è un filtro, analogico o digitale,
passabasso.

- Sintesi additiva: poichè un suono può essere scomposto in un
determinato numero di armoniche secondo il teorema di Fourier, sarebbe
possibile ricomporlo sommando diverse armoniche a livelli differenti.
Tipico di Kawai serie K5 e K5000, Kurzweil K150 e K150 FS non
rintracciabile in Italia, ma anche del DX7. Il concetto di sintesi
additiva è generalizzabile anche su tutti i synth con più di un
oscillatore: basta usarne due con forme d'onda diverse per avere una
rudimentale sintesi additiva.

- Sintesi FM: il principio si basa sulla modulazione delle frequenza di
un oscillatore usandone un altro con frequenza in campo audio. Usato su
tutta la gamma DX, SY77/99/TG77, SY22/TG33, FS1R di Yamaha, ma
possibile anche su synth analogici come modulari, Oberheim Matrix 12 e
Studio Electronics Omega 8

- Sintesi a distorsione di fase o con waveshaping:
La sintesi in distorsione non lineare o waveshaping ha come principio il
passaggio di una forma d'onda X in un distorsore inteso come funzione
matematica. Il caso più semplice è un oscillatore con forma d'onda
sinusoidale i cui singoli punti che la descrivono vengono elaborati da
una shaping function (o transform function) che da origine a un nuovo
segnale audio. I due parametri critici per stabilire il tipo di
uno o più parametri che descrivono la forma d'onda in ingresso
la funzione matematica applicata prima dello stadio di uscita.
Se la funzione matematica è un'equazione lineare come una retta allora
il segnale originale e quello d'uscita sono identici e non si verifica
nessuna distorsione. In ogni altro caso si ottiene una distorsione sul
segnale d'ingresso che dipenderà direttamente dalla funzione. Nel
momento in cui la funzione distorcente elabora un segnale, diventa di
fondamentale importanza anche l'inviluppo d'ampiezza del segnale
originale, per cui per pari punti si ottiene un risultato diverso
secondo l'ampiezza con il corollario che ne segue (omissis). Attualmente
Movable Waveshaping
Fractional Waveshaping
Postprocessing e Parameter Estimation
Più nel concreto gli unici due synth riconosciuti impiegare un qualche
modello di distorsione non lineare sono Korg serie 01W, con un modulo
waveshaping piuttosto spartano, e la distorsione di fase (PD) inventata
da Casio per i synth CZ e VZ (iPD), questi ultimi con possibilità
maggiori di modulazione. Se di Korg non si conoscono bene le funzioni
che ha adottato, di Casio sappiamo che ha applicato la modifica della
fase della funzione che controlla la velocità di scan della wavetable
che contiene una sinusoide. Se non si interviene sulla fase, la funzione
è una semplice retta che lascia il segnale alterato, viceversa si
ottiene una retta spezzata con angolo programmabile che porta alla
distorsione del segnale (alias velocità di scan alterata) fino a
trasformare la sinusoide in una quasi dente di sega.
E' da sottolineare che la distorsione non lineare è poco dispendiosa per
la CPU ed è uno dei sistemi più efficaci per stravolgere un suono in
dominio digitale. Non esiste la controparte analogica (e come potrebbe?)

- Sintesi a modelli fisici: inizialmente concepita per emulare strumenti
acustici, secondo il concetto che il suono viene sintetizzato secondo il
comportamento dell'esecutore, è stata impiegata da Yamaha sulla serie
VL. Versioni a minore potenza per gli strumenti acustici si trovano su
Korg Prophecy e Z1, Yamaha EX5 e nelle schede che utilizzano SondiusXG.
I modelli fisici non sono una vera e propria tecnica, ma piuttosto il
tentativo di descrivere con algoritmi il comportamento e la struttura di
qualsiasi cosa esistente sulla faccia della terra, considerando il più
possibile le variabili in gioco e cercando di avvicinarsi come risultato
alle condizioni reali.
Altra applicazione dei modelli fisici è l'emulazione dei synth analogici
in sottrattiva, tramite algoritmi e CPU più o meno potenti, e si trova
sui prodotti Clavia, Waldorf serie Microwave II e Q, Roland JP8000,
Korg Prophecy/Z1/MS2000, Yamaha AN1x, Access serie Virus,
synth Novation (escluso BassStation), Oberheim OB12

Naturalmente questa è una semplificazione piuttosto sommaria e non
prende in considerazione la possibilità che un synth utilizzi più
tecniche di sintesi combinate tra loro come per Kurzweil per esempio.

LucA
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9) Ma il synth emula gli strumenti reali?

La storia del synth è iniziata per imitare gli strumenti reali.
L'introduzione del synth al grande pubblico è avvenuta con Carlos e
Switched On Bach che fin dall'inizio era stato studiato per imitare
un'orchestra sinfonica. Lo stesso Moog si rese conto del potenziale del
synth dopo aver ascoltato, estasiato, il risultato del lavoro dei
coniugi Carlos. Se il grande pubblico vide il loro lavoro come un
traguardo tecnologico per emulare gli strumenti reali, solo pochissimi
musicisti furono in grado di intuire l'unicità del synth. Tant'è che
all'epoca di Switched On Bach ci fu una rivolta di musicisti classici
che temevano per il loro lavoro! Tutta la storia dell'analogico classico
è cosparsa di annunci pubblicitari per i migliori ottoni, archi,
clavinet etc etc. Se sai programmare molto bene un analogico, conosci le
frequenze libere del mix, hai una idea precisa di quello che stai
facendo, è possibile riuscire ad imitare con un analogico alcuni timbri,
che da soli non assomigliano affatto al modello acustico. Il successo
del DX7 si deve proprio alle sue capacità emulative, con string,
chitarre etc etc mai così fedeli all'originale rispetto agli analogici.
Lo stesso accadde al D50 e all'incredibile M1 di Korg che ruppe
definitivamente l'epoca dei suoni che non assomigliano all'originale.
Contemporaneamente la qualità dei campionatori cresceva per meglio
simulare strumenti acustici. L'ultimo colpo di grazia alla ricerca
estenuante dell'imitazione a tutti i costi si deve al VL di Yamaha che,
per i professionisti, ha coinciso con una crisi di identità molto
importante. Da quel momento, grazie anche alla dance, il synth si è
riappropriato di una sua classicità che non gli era mai stata
riconosciuta dal grande pubblico, con conseguente esplosione del
fenomeno vintage. Il professionista attento, invece, ha sempre saputo
che il synth andava usato per quello che faceva e non per imitare altri
strumenti. Quelli che lo hanno usato come fonte sonora autonoma sono
stati pochi, rispetto alla grande produzione di dischi, e ancor meno il
pubblico che apprezzava i synth per il loro suono.
Da una parte ci sono le masse che cercavano l'imitazione per fare i
propri provini e che muovono il mercato, dall'altra pochissimi capirono
subito l'unicità del synth. Oggi, visto che il mercato è dominato in
Europa dalla dance, il synth imita sè stesso a favore delle masse... e
convive felice con il resto dei ROMpler

LucA
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10) Come collego la tastiera al PC?
Per collegare la tastiera al PC serve innanzitutto una interfaccia
MIDI. Questa puo' essere una interfaccia dedicata o essere
integrata all'interno di altre schede.
Se si tratta di un'interfaccia dedicata, generalmente non si
dovrebbero avere problemi: basta inserire la scheda / collegare
l'interfaccia via cavo al PC e seguire le istruzioni per l'installazione
dei driver. Infine collegare, con un normale cavo MIDI, l' IN della
scheda all' OUT della tastiera e viceversa.
Un problema diverso potrebbe essere l'utilizzo di interfacce MIDI
integrate su schede audio economiche (come le normali
Sound Blaster e compatibili) o su scheda madre.
In questo caso, infatti, la presa MIDI sul PC si trova in corrispondenza
della presa joystick sulla scheda audio / scheda madre.
E' necessario quindi l'acquisto di un cavetto apposta che abbia
a un capo una presa per la porta joystick e dall'altro le 2 prese
MIDI IN e MIDI OUT. Questo cavo si puo' normalmente reperire
presso i normali rivenditori di PC e la maggior parte dei negozi
di strumenti musicali.
Una volta in possesso di questo cavo lo si potra' collegare tra
PC e tastiera e lanciare il proprio programma di sequencing
MIDI (Cubase, Cakewalk, Logic, Pro Tools, Massiva solo per
citarne alcuni...) o di gestione remota della tastiera (Sound Diver,
ecc..) e selezionare come ingresso/uscita le porte MIDI
della scheda audio.
NOTA BENE:
sul cavo generalmente fornito con la Sound Blaster, dalla parte
della doppia estremita' da collegare dalla tastiera, vi sono le due
scritte "MIDI IN" e "MIDI OUT" che si riferiscono al _lato PC_
E' quindi corretto collegare il cavo con la scritta "MIDI IN" nel
MIDI OUT della tastiera e il cavo con la scritta "MIDI OUT" nel
MIDI IN della tastiera.

Gerolamo
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11) Cerco libri/metodi sulla creazione di suoni

- Tutta la teoria sulla sintesi sottrattiva e molto di più è
perfettamente descritta nel manuale in formato pdf dell'Alesis
Andromeda A6, gratis sul sito della Alesis

- Introduction to MIDI/Synhtesis di Mattehw Nicholl 1993
Insieme di MIDI e di sintesi di base, per chi non sa proprio niente
dell'uno e dell'altro

- The Secret of Analog e Digital Synthesis di Steve De Furia 1988
Nonostante l'età è ancora un testo molto valido e pratico, ottimo per
chi vuole approfondire l'analogico e l'FM. Da consigliare a chi già
mastica qualcosa ma vorrebbe capirci di più.

- Sythesizer Basics da Keyboard 1988
Metà del libro raccoglie una serie di articoli che studiano i singoli
componenti di un synth, l'altra riguarda gli aspetti dell'home
recording. Molti aspetti sono teorici e c'è poca pratica, ma un buon
testo per sviscerare alcuni concetti

- The Complete DX7II di Howard Massey 1987
La bibbia assoluta del DX7 e della programmazione in FM. Seguendo
gli esempi passo dopo passo si diventa programmatori esperti in FM.
400 pagine di solo DX!! Introvabile

- Synthesis with Style di De Furia e Scacciaferro 1989 con cassetta
Una buona idea: programmare i timbri secondo lo strumento che si deve
suonare e come eseguire la parte. In pratica però non è così realistico,
e ancora meno la cassetta

- Synthesizers and Computers di Keyboard 1987
Poca sintesi e molto computer, compreso GM. Datato ma sempre con
dei concetti validi

- Synthesis di H. Deutsch 1976
Si torna ai vecchi analogici e ai registratori a nastro con tanto di
tecniche reverse. Non molto utile

- The Sampling Book di De Furia e Scacciaferro 1987
Nonostante la data è ancora possibile tirare fuori qualche trucchetto di
programmazione e capire il perche' di certi problemi con il sampling.

- Analog Synthesis di Wizoo 1999
Godosissimo (!?!) libro con CD audio che spiega i principi e le tecniche
impiegate sugli analogici, sui soft synth e sui neo analogici virtuali.
Gli esempi sono realizzati con Multimoog, Oberheim OBXA e Clavia Nord
Modular. Di certo potevano fare di meglio con i synth vintage ma gli
esempi funziona a dovere. Da consigliare assolutamente se non capite
niente di sintesi o di analogici (senza offesa)

- Computer Synthesis for the Electronic Musician
di E. Miranda 1998 con CD ROM
Si va sul pesante con spiegazioni di computer music, algoritmi,
esperimenti etc etc. Non piace a chi usa synth veri e a chi fa musica
elettronica sul serio. Troppo complesso per i primi, troppo
semplicistico per i secondi

- Sound Synthesis and Sampling, M. Russ, 1996
Per niente male, molta teoria ma anche tanti consigli pratici sulla
sintesi. E' un libro aggiornato con molti riferimenti a synth hardware.
Un buon acquisto

- Il sintetizzatore - giuda all'acquisto e all'autocostruzione
di Delton Horn Ed. Franco Muzzio & C. Editore
Si tratta di un libretto di 235 pagine molto scorrevole, chiaro e
interessante. Una rapida spiegazione sui componenti di un synth
precede svariati capitoli dedicati ai mitici Moog, Arp, Oberheim,
fino al DX7 Yamaha.
La seconda parte è dedicata a Midi e Computer, ma, trattandosi di un
testo
degli anni 80, è ovviamente la parte meno interessante.
La terza ed ultima parte invece introduce il lettore
all'autocostruzione,
di base, ma al tempo stesso completa. Se amate i synth d'epoca.

- A Synthesist's Guide to Acoustic Instruments
di H. Massey - 1987- Amsco.
Spiega come ricreare strumenti acustici con varie tecniche di sintesi e
campionamento. Molto bello, con allegato un vero "disco di plastica"
a 33 giri.

LucA, Moog, Aldo Borgonovo & Steeve
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12) Cerco libri/metodi per suonare la tastiera

Vi sono molti metodi per tastieristi e, piu' in generale, per chi
vuole imparare a suonare.
Premettendo che, probabilmente, la pratica e un buon maestro
aiutano molto nell'apprendimento della musica, riportiamo qui
un elenco non esaustivo dei metodi che possono essere utili
a noi tastieristi e, piu' in generale, ai musicisti.

12a) Metodi per tastieristi

"Nunzio Rossi - Tastierista autodidatta in 22 lezioni "
ED.Carisch

"Nunzio Rossi - Metodo per tastiera"
ED.Carisch

"Nunzio Rossi - Tastierista Professionista"
ED.Carisch

"Silvio Marchesi - Metodo per l'autodidatta della tastiera"
ED.Ricordi

"Remo Vinciguerra - Tastierissima Metodo facile per tastiera
in stile moderno."
ED.Curci

"Franco Panasci - Metodo completo per il tastierista (2 Volumi)"
ED.Carisch

"Salvatore Curatolo - Metodo moderno per piano e Keyboards"
ED.Curatolo

"Enrico Tomat - Rapido, Metodo per tastiera"
ED.Carisch Warner Bros.

"Mark Hopkins - Tastierista in 24 ore"
ED.Carisch

"Silvio Marchesi - Come costruire gli accordi" (2 volumi)
ED.Carisch

"Giorgio Gaslini - Tecnica e arte del jazz"
ED.Ricordi

"Nino de Rose - Piano Jazz"
ED.Melodi Milano

"Hanon - Il pianista virtuoso"
ED.Ricordi

"Tausig - Esercizi Giornalieri"
ED.Ricordi

"Czerny - l'arte di rendere agili le dita"
ED.Ricordi

11b) Metodi per il musicista

"Cipelli / Zanchi - Corso di educazione all'orecchio musicale
volume 1 (ritmica) e volume 2 (intervalli)"
ED.Carisch Warner Bros

"Massimo Colombo - Suonare Comporre"
ED.Carisch Warner Bros

"R. Dionisi - Lezioni di armonia complementare"
ED.Curci

"N. Rimsky Korsakow - Trattato pratico di armonia"
ED.Sonzogno

"De Sanctis - La polifonia nell'arte moderna"
ED.Ricordi

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Armonia,
volumi I e II"
ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Arrangiamento"
ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Gordon Delamont - Tecnica Moderna di Contrappunto"
ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"William Toutant - Armonia Funzionale, volumi I e II"
ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Dick Grove - Concetti fondamentali di armonia moderna,
parte 1 e 2"
ED.Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica

"Bastien - Corso di pianoforte per adulti"
ED.Rugginenti

Musicland, Steeve, Eidos, Gerolamo, Mariano e ***@no.spam
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13) Cerco libri/metodi sulla programmazione MIDI

- Introduction to MIDI/Synhtesis di Mattehw Nicholl 1993
"Insieme di MIDI e di sintesi di base, per chi non sa proprio niente
dell'uno e dell'altro"

- Synthesizers and Computers di Keyboard 1987
"Poca sintesi e molto computer, compreso GM. Datato ma sempre
con dei concetti validi"

- Guitar Synth and MIDI da Guitar Player 1988
"Se siete chitarristi questo è un ottimo libro: introduce al MIDI, ai
device, ai controller e alle tecniche esecutive"

- MIDI - Standard applicazioni e modi d'uso di E. Rotamartir
Franco Muzzio Editore 1988
"Anche se le illustrazioni e i prodotti citati sono "vetusti",
può essere una guida per chi vuol saperne di più sulla parola Midi
e sulle sue applicazioni."

- MIDI computer immagine e suono di Perotti ed Jackson
"Non è proprio una novità ma la sezione sul MIDI è ben fatta e
abbastanza chiara."

LucA + Musicland e Massimo Tabai
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14) Quali riviste parlano di tastiere?

Le riviste italiane che parlano di tastiere sono principalmente:

Strumenti Musicali - ED.Jackson
http://www.strumentimusicali.jackson.it/

Cubase Magazine -
http://www.cubasemagazine.it/

Vi sono molte altre riviste straniere e/o on-line
un elenco lo puoi trovare alla pagina dei LINKS:
http://steeve76.interfree.it/links.htm
o anche partendo dal sito delle FAQ:
http://www.geocities.com/tastiere/

Paolo Tramannoni, LucA e Steeve
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15) Dove posso trovare suoni/patch/programmi per la mia tastiera?

Probabilmente puoi trovare qualcosa di interessante partendo
dai link che puoi trovare qui:
http://steeve76.interfree.it/links.htm
o anche partendo dal sito delle FAQ:
http://www.geocities.com/tastiere/
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16) Vorrei ascoltare le "leggende della tastiera"; da chi inizio?

Un musicista dovrebbe conoscere la maggior quantita' di
materiale musicale possibile.
Abbiamo cercato di raccogliere un elenco il piu' possibile
completo di cio' che i frequentatori di IAMST ritengono
importante per la cultura musicale di un tastierista

Si e' cercato, per quanto possibile, di raggruppare i suggerimenti
per genere / affinita':

Legenda:
NomeGruppo (NomeTastierista)
- NomeCD (Anno)
"Commento"

16a) --Rock/Prog:--

Dream Theater (con Kevin Moore)
- Images and Words (1992)
"Segna, di fatto, la nascita del prog-metal. Tecnicamente spettacolare."

Dream Theater (con Jordan Rudess)
- Scenes from a Memory (2000)
"Rudess porta una ventata di freschezza nei DT.
Tastiere Kurzwail (di cui è 'consigliere')"

Deep Purple (Jon Lord)
Made in Japan (1972)
"Imperdibile per i cultori dell' organo rock.
'Come usare l' Hammond' lezione N°1 "

Genesis (Tony Banks)
- Trespass (1970)
- Nursery Cryme (1971)
- Foxtrot (1972)
- Selling England By the Pound (1973)
- The lamb lies down on Broadway (1974)
"Direi che il complesso è esemplificativo di uno "stile" dove
le tastiere lavorano con un fitto intreccio armonico."

YES (Rick Wakeman)
- Fragile (1972)
- Close to the edge (1972)
- 90125 (1983, con Tony Kaye)

Rick Wakeman:
-The Six Wives of Henry VIII (1973) A&M Records
-Rick Wakeman's Criminal Record (1977) A&M Records
"Introvabili?"

Emerson Lake & Palmer (Keith Emerson)
- Tarkus (1971)
- Brain Salad Surgery (1973)
- Works vol.1 (1977)

Pink Floyd (R. Wright):
- Dark side of the moon (1973)
- Wish you were here (1975)
"Per i cultori di suoni analogici/Moog"


16b) --Elettronica--

Jean Michel Jarre
- Oxygene (1976)
- Waiting for Cousteau (1990)
- Chronologie (1993)
"Tre modi differenti in cui Jarre gestisce il rapporto fra
'tappeti sonori' e synth solisti."

Mark Isham (1983)
- Vapor drawings
"va' che ti va a combinare un trombettista alle prese coi synth..."

Tangerine Dream
- Phaedra (1974)
- Encore (1977)
- Thief (1981)
- White Eagle (1982)
"Musica Elettronica con molti loop ripetitivi (a volte ossessivi) sui
quali si sviluppano i temi."

Vangelis
- Heaven and Hellv (1975)
- Beauborg (1978)
- Chariots of Fire (1981)
- Direct (1988)
- The City (1990)
"Il signor Vangelis (greco di nascita, inglese e francese di adozione)
ha cominciato a suonare negli anni '60 come gran capo e tastierista
del gruppo "Aphrodite's Childs". Ha poi iniziato una carriera solista
e compositore di musica per film.
E' uno dei pochi compositori che riesce a mettere con una certa
eleganza dei synth dentro a composizioni orchestrali."


16c) --Classico rifatto col synth--

Wendy Carlos (o Walter Carlos)
- Swithed-on Bach (1969) Ed. CBS
- Swithed-on Bach II (1970) Ed. CBS
- The Well Tempered Synthesizer (1974) Ed. CBS
"Dischi ce ne sono molti in giro, ma sono quasi tutti spazzatura.
Gli unici che ritengo non offensivi nei riguardi degli autori sono di
Wendy Carlos, realizzati con Moog 3C"

Isao Tomita
- Snowflakes are Dancing (1974)
- Firebird (1975)
- Picture at an Exhibition (1975)
"Dello stesso filone di Wendy Carlos ma piu' "trasgressivi" alcuni
dischi di Isao Tomita, principalmente eseguiti con Moog 3C e
Roland System 700"

Don Dorsei
- Bachbuster (1985) Ed. Telarc

Mandozzi
- Bach-Hendel 300 (1985) Ed. Deutsch Grammophone


16d) --Jazz--

Chick Corea Electric Band (Chick Corea)
- Eye of the beholder (1988)
- Inside Out (1990)
"Jazz elettrico in tutti i sensi... "

Herbie Hancock
- Dis is da drum (1994)

Lyle Mays
- Lyle Mays (1986)
"L'artefice di un buon 50% del suono del Pat Metheny Group
nel suo splendido primo album solista"

Pat Metheny & Lyle Mays
- As falls Wichita, so falls Wichita falls (1981)
"Avete presente gli ultimi venti minuti del film "Fandango"?
La musica e' presa da qui' "

Keith Jarrett
- The Koln concert (1975)

Bill Evans
-The Village Vanguard session (1961)

Dave Grusin:
- Mountain Dance (GRP 1980)
"Splendido album 'direct to master', un DX7 in tutte le salse,
pianoforte come solo Dave lo sa far cantare."
- Harlequin (GRP, 1984)
"Con Lee Ritenour"
- The Gershwin Connection (GRP 1991)
"Una rivisitazione funky fusion di alcuni fra i piu` bei motivi
di G & I Gershwin. A scuola di improvvisazione pianistica..."

Weather Report (Joe Zawinul)
-Heavy weather (1977)

16e) --Altro / Non catalogato--

Steely Dan
- The Royal Scam (1976)
"Un'incisione tecnicamente ineccepibile (considerata l'annata).
Fender Rhodes chorused (e talvolta lievemente OD)
sempre al centro del panorama stereo..."

Supertramp
- Crime of the century (A&M 1974)
"Un Wurl spendido e dinamicissimo in Bloody Well Right"
- Breakfast in America (A&M 1979)
"No comment"
- Famous last words (A&M 1987)
"Un album dimenticato, da ascoltare piu` di una volta per
apprezzarne il mixdown perfetto e gli stupendi pianoforti
acustici."

Donald Fagen
- The Nigthfly (1982)

Jim Beard
-Songs of the sun (1991)
"grande fusion"


I titoli/autori sono stati suggeriti da vari partecipanti di
it.arti.musica.strumenti tastiere
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Appendice A) Glossario dei termini tecnici più usati

- Master keyboard

Tastiera concepita per controllare altre tastiere o moduli. Questo può
voler
significare suonare su una tastiera pesata (quella della masterkey
appunto)
un suono di pianoforte. Oppure suonare un expander (che da solo, senza
tasti, poverino...). Oppure la comodità di avere _una_ tastiera e tanti
expander, soluzione molto più compatta che avere tante tastiere. Oppure
ancora dividere la tastiera della master (che spesso è da 76 o 88 tasti)
in
due o tre zone alle quali assegnare comodamente suoni diversi (comodo
dal
vivo). Infine occorre specificare che ormai la masterkeyboard non è più
la
classica tastiera _muta_ da _88 tasti_ _pesati_. Ne esistono pesate
(come il
pianoforte), semipesate, e non pesate. Esistono modelli da 3-4 ottave
(da
collegare al PC) oppure a 88 tasti. Esistono modelli capaci
essenzialmente
di emulare molto bene la pesatura del piano mentre altri sono progettati
per
controllare a distanza qualsiasi parametro degli strumenti collegati via
MIDI. Infine esistono modelli con generatore sonoro integrato e altre
senza.
Insomma: esistono moltissimi tipi di master dedicate a tutti i tipi di
tastieristi, dal pianista jazz che vuole avere 88 tasti pesati e suoni
tastieristici inclusi, a quello che vuole spendere poco e registrare sul
PC,
a quello che vuole controllare cataste di expander, ecc

- Arranger

L'arranger è uno strumento elettronico computerizzato (che può avere una
tastiera oppure no e può essere addirittura sotto forma di software per
PC)
capace di generare una sezione di accompagnamento in base all'accordo
(o la nota) premuto e lo stile impostato.

- Sequencer

Apparecchio in grado di registrare eventi (ormai quasi esclusivamente
MIDI).
In pratica registra non il suono come farebbe un registratore, bensì i
dati
MIDI ovvero "quale nota", "con che dinamica", "quanto hai mosso il pitch
bender", "quanto lo slider", ecc
La comodità risiede nel poter modificare ogni evento a posteriori
(una nota sbagliata, una "pitchata" troppo veloce...).

- Expander

Generatore sonoro senza "tastiera" (nel senso dei tasti "tipo
pianoforte")
Un expander viene solitamente prodotto nelle dimensioni
"da rack" (482,5 (Larg.) x 44,5 (Alt.) mm) o multipli o sottomultipli.
Questo consente di avere dimensioni standard e comode per
posizionare lo strumento.
Un expander deve essere pilotato da un controllore esterno, come una
master keyboard o un sequencer.
Cio' avviene solitamente tramite porte MIDI.
La versione rack di uno strumento può anche differire in parte
dalla versione a tastiera, per esempio nella quantità di input/output
audio o dei tipi di generazione sonora supportati

- Work station

Tastiera che funge da stazione di lavoro, da studio completo. E' però
una
definizione da prendere con le pinze...una workstation è semplicemente
una
tastiera che
-Genera un ampio numero di suoni
-Possiede un sequencer per registrare
-Possiede una tastiera per inserire le parti.
Inoltre le moderne workstation prevedono opzioni di campionamento
(K2000),
registrazione su HD (Trinity), arranger (serie G della Roland),
sequencer
grafici (Gem S2/3), ingressi per microfono, floppy drive per importare
ed
esportare suoni, ritmi, song.

- Aftertouch

L'Aftertouch è prima di tutto un controller MIDI codificato
dallo standard MIDI. Per realizzarsi completamente necessita
di una tastiera con una corsa dopo il punto di trigger, più
o meno lunga secondo i modelli di meccanica di tastiera. In
parole povere applicando una pressione ulteriore dopo che è
stato prodotto il suono, puoi creare un segnale che
controllerà uno o più parametri del synth o del device MIDI
in grado di interpretarlo. Essendo un controllo, non esiste
a priori uno schema di cosa controllerà l'aftertouch anche
se in genere, per le tastiere che sono compatibili, sarà
possibile modificare il volume piuttosto che il vibrato o il
cutoff del filtro. Un synth o un device MIDI può trasmettere
e/o ricevere l'aftertouch, basta guardare sulla tabella di
implementazione MIDI. Esistono due varianti: l'aftertouch
monofonico crea un segnale di controllo che sarà applicato a
tutte le voci al momento attive, ed è quello più comune,
oppure l'aftertouch polifonico che consente di applicare il
controllo solo sulla voce del tasto da cui viene generato
l'aftertouch. La differenza è notevole: nel primo caso il
parametro controllato cambia per tutte le voci, applicando
per esempio un vibrato globale, nel secondo ti consente di
eseguire linee melodiche molto espressive senza per
applicare la modulazione anche alle altre note suonate.
Mentre molti synth permettono al ricezione dell'Aftertouch
polifonico, a oggi le meccaniche con l'aftertouch polifonico
sono pochissime. Tra tutti vanno citati i synth di Ensoniq
che da sempre ne hanno fatto uso. Una terza via,
sperimentata da Yamaha con SY99, è un Aftertouch monofonico
in trasmissione MIDI, ma in realtà si comporta quasi con un
Aftertouch polifonico selezionando la zona di tastiera che
reagirà a questo controllo. Un ibrido, insomma. La comodità
d'uso dell'aftertouch dipende dalla qualità della tastiera,
molte infatti hanno una corsa così breve da renderlo quasi
uno switch, e dalle capacità di esecuzione del musicista. Di
certo permette di non togliere le mani dalla tastiera per
usare la Modulation Wheel.

- Trigger(are)

Trigger è praticamente un segnale che attiva qualcos'altro, cioè ha le
funzioni di un interruttore. Arriva dai tempi dei modulari dove la
tastiera emetteva un segnale per far partire il suono. Per estensione
quando tu suoni la tastiera non fai altro che triggerare (che termine
tristissimo!!) il generatore timbrico. Potresti farlo anche via MIDI, o
con l'arpeggiatore ecc ecc. Per i campioni vale lo stesso concetto:
quando sono assegnati a una nota, suonando la stessa nota non fai che
attivare la riproduzione di questi campioni. In questo caso la tastiera
funziona solo come fosse un parco di 61/76/88 interruttori singoli

- Loop

Il loop e` una tecnica che consente di risparmiare memoria riducendo
la grandezza del sample, senza per questo ridurne la durata.

Il principio su cui si basa e`, per sommi capi, questo:
l'andamento dell'inviluppo di un suono ha una zona centrale,
quella del sustain nella catena ADSR, che puo` essere riprodotta da
un frammento del sample, appositamente apporzionato, e ripetuto
continuamente fino al rilascio (note off) del tasto.

Attenzione, pero`, a non confondere l'inviluppo del sample con quello
del program realmente eseguito. Infatti, looppando la parte centrale
di un sample di piano, si ottiene l'innaturale effetto di un sustain che
non decade; pertanto si e' costretti a "rinaturalizzare" il programma
finale facendo passare il sample attraverso un tradizionale ADSR,
cosi` da far decadere il suono nella maniera corretta.

Praticamente tutti i moduli a wavetable sfruttano questa tecnica.
In molti casi si ottiene una imitazione piuttosto realistica o,
comunque, gradevole.

- DSP

Digital Signal Processor, o processore digitale di segnale.
Si tratta di chip progettati per elaborare segnali (audio, video, radar,
onde sismiche...).
Nelle tastiere è un DSP il generatore sonoro. È generalmente assente
nei computer (dove il suo compito e' svolto dal processore) anche se
può essere generalmente aggiunto mediante schede.
I DSP che si trovano negli strumenti musicali sono in genere ottimizzati
per il tipo di sintesi che devono produrre. Ad esempio, il DSP puo'
avere implementato in hardware dei filtri passa-basso o passa-alto
che mi servono per la mia particolare sintesi.
Avere questi algoritmi gia' implementati all'interno del DSP puo'
velocizzare enormemente le operazioni.
Altri DSP, invece, sono completamente programmabili; nel senso
che il codice che implementa gli algoritmi di sintesi puo' essere
caricato nella memoria del DSP, in modo da farlo funzionare come
si preferisce. Sono in pratica dei generici "processori aggiuntivi"
che vengono usati solo per le operazioni audio.


Steeve, LucA, Sandro Binetti e Paolo Tramannoni
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Appendice B) LINKS

Una gran quantita' di link interessanti li trovi qui:
http://steeve76.interfree.it/links.htm
o anche partendo dal sito delle FAQ:
http://www.geocities.com/tastiere/
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Appendice C) Norme base sull'uso dei NewsGroup

C1) La metafora del BAR
Conoscete la metafora del BAR?
I Newsgroup sono come un bar... hanno pero' una particolarita':
In ognuno di questi bar le persone sono molto "noiose" poiche'
hanno deciso di parlare sempre di uno stesso argomento.
Fuori da ogni bar c'e' appeso un cartello con scritto di cosa
si discute all'interno.
I cartelli di tutti i bar sono raccolti anche qui:
http://www.news.nic.it/gruppi-it.html

Le norme di buona educazione sono quelle che avresti se
entrassi in un vero BAR come quello appena descritto.
Una versione piu' completa della Netiquette sui Newsgroup
la puoi comunque leggere qui:
http://www.inferentia.it/netiquette/dis.html

C2) HTML e Testo
Sui NewsGroup si posta (ovvero si mandano messaggi) in
formato TESTO.
Mandare post in HTML e', oltre che inutile, ritenuto maleducato
dai frequentatori dei NewsGroup.
In piu' e' dannoso anche per chi il messaggio lo manda;
infatti molti News Server anche importanti filtrano (non fanno
passare) i messaggi in HTML.
La stessa cosa fanno alcuni News Reader.
La conseguenza di questo e' che NON TUTTI potranno
leggere il messaggio che e' stato mandato in HTML
Se usi Outlook controlla in:
Strumenti -> Opzioni -> Invio -> Formato invio news ->
e imposta "Testo Normale".

C3) Quoting
(ovvero come ti riporto il messaggio a cui rispondo)
Il modo CORRETTO di riportare il post a cui si risponde e' semplice:
1- Tagliare le parti inutili
2- Riportare SOLO il pezzo a cui si risponde
3- Rispondere SOTTO alla parte riportata
4- Firmare in fondo al post

es.
========
penso che il JP8000 abbia una tastiera troppo "gommosa" e che
Io ho un JP8000 e penso che la tastiera sia adatta all'uso
per cui e' pensato quel synth ...
quella dell' Oberheim MC3000 sia molto meglio.
Ma scusa tu suoneresti un synth con una tastiera PESATA???

Gerolamo
========

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Appendice D) Quegli strani simboli

Chi si affaccia per la prima volta sul mondo dei NewsGroup
potrebbe trovarsi spaesato da una serie di sigle e simboli a prima
vista incomprensibili. Riportiamo i più comuni.

Sigle:
NG: NewsGroup, Gruppo di discussione
OT: Off-Topic, ovvero fuori tema rispetto al manifesto del NG
IT: In-Topic, il contrario di OT!!
IMO / IMHO: In My (Humble) Opinion, ovvero "secondo me"
Thread: L'insieme di tutte le risposte ad un articolo
Un elenco completo dei TLA lo si può trovare su:
http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/tla.html

Simboli:
:) oppure :-) faccia che ride, sto scherzando
:( oppure :-( faccia triste, sono triste
Un elenco completo degli Smiley lo si può trovare su:
http://www.bio.unipd.it/local/internet_docs/smiley.html
Gerolamo
2015-01-28 11:56:22 UTC
Permalink
Post by Gerolamo
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MANIFESTO E F.A.Q. UFFICIALI DI
IT.ARTI.MUSICA.STRUMENTI.TASTIERE
revisione 0.8.1 - 5/8/2002
Scusate... ho avuto un attacco di nostalgia :D
--
Gerolamo
priano
2015-01-28 13:54:18 UTC
Permalink
Post by Gerolamo
Scusate... ho avuto un attacco di nostalgia :D
E' passato davvero tanto tempo.
E dei "primi", qui, siam rimasti davvero pochi! :)

Ciao,Matteo.
--
Matteo "Priano" e VFR VTEC
Musicante, non Musicista (A=MM).
Pattuglia Acrobatica Umbra
Valerio Vanni
2015-01-28 16:50:50 UTC
Permalink
Post by priano
E dei "primi", qui, siam rimasti davvero pochi! :)
Non mi pare che ci sia il pienone nemmeno degli "ultimi" ;-)
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Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
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